Martedì 2 febbraio (ore 18:50) in diretta su Facebook, YouTube e Twitch, con la presentazione di “ArabPop. Arte e letteratura in rivolta dai Paesi Arabi” a cura di Chiara Comito e Silvia Moresi (Mimesis), prosegue la rassegna web “Sette meno dieci”, ideata e condotta dall’imprenditrice sociale Gabriella Morelli e dal giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala e promossa da Diffondiamo Idee di Valore, Conversazioni sul futuro, Io non l’ho interrotta e Coolclub.

In Italia le cosiddette Primavere arabe del 2011 sono state spesso analizzate da commentatori e giornalisti solo come inaspettati scoppi di violenza o come il risultato di giochi di potere tra Stati occidentali. La miopia di un pensiero appiattito su posizioni islamofobe ci ha impedito di conoscere davvero chi scendeva nelle piazze di Tunisi, del Cairo o di Damasco: una giovane generazione che chiedeva libertà, rimettendo in discussione appartenenze politiche, religiose e di genere. Questo spirito di libertà è stato raccolto ed elaborato da intellettuali, artisti e scrittori arabi che al cinema, sui muri delle loro città, nei romanzi, nelle poesie e nelle canzoni hanno raccontato la genesi e le conseguenze dei movimenti di protesta. I contributi di questo volume intendono dare merito a questa incredibile stagione culturale, e far conoscere al pubblico italiano la letteratura, la musica, i film, i lavori artistici e teatrali nati da questo periodo di rivolta. Chiara Comito, arabista, è laureata in Lingue e in Relazioni e istituzioni di Asia e Africa. Nel 2012 ha fondato Editoriaraba, il principale sito web italiano sulla letteratura araba contemporanea. Ha scritto per diverse testate “Internazionale”, “Vice”, “Arab Media Report”. Lavora come analista geopolitica occupandosi di Medio Oriente e collabora con festival letterari e del cinema, case editrici, librerie e biblioteche per promuovere la cultura araba. Silvia Moresi, arabista e traduttrice, insegna Cultura e Letteratura araba contemporanea all’Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo di Bari. Ha tradotto, per la casa editrice Jouvence, l’antologia Le mie poesie più belle (2016) di Nizar Qabbani e la raccolta poetica Undici pianeti (2018) di Mahmud Darwish. Dal 2017 è autrice, per “Q Code Magazine”, della rubrica Atlante Letterario Arabo, tradotta in francese e ripubblicata sulla rivista “Orient XXI”.

L’incontro, con la partecipazione delle curatrici e di Salvatore De Simone (esperto di musica e cultura araba), sarà dedicato, come il libro, alla blogger, attivista per i diritti umani e docente universitaria tunisina Lina Ben Mhenni, scomparsa prematuramente un anno fa, con un aggiornamento su “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale “Poster For Tomorrow“, ideata da Amnesty International Italia, Conversazioni sul futuro e Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano e l’Associazione Articolo 21, con il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e con l’adesione di numerose amministrazioni pubbliche e altri partner.

La rassegna andrà avanti con cadenza settimanale anche a febbraio. Martedì 9, la giornalista e addetta stampa Valentina Notarberardino parlerà di “Fuori di testo. Titoli, copertine, fascette e altre diavolerie” (Ponte alle Grazie) che rivela storie, curiosità, segreti, retroscena dell’editoria in generale e della narrativa italiana recente in particolare. Martedì 16 a Sette Meno Dieci torna la giornalista di La7 e L’Espresso Francesca Mannocchi, in libreria con “Bianco è il colore del danno” (Einaudi). Il corpo di una scrittrice, in apparenza integro eppure danneggiato, diventa lo specchio della fragilità umana e insieme della nostra inarrestabile pulsione di vita. Francesca Mannocchi guarda il mondo attraverso la lente della malattia per rivelare, con una voce letteraria nuda, luminosa, incandescente, tutto ciò che è inconfessabile. Martedì 23 il mese si concluderà con la presentazione di “Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” di Enrico Deregibus (Giunti) con alcuni ospiti. Il giornalista e critico musicale annota e commenta i brani in una radiografia approfondita di come sono nati e si sono sviluppati, indagandone le numerosissime sfaccettature, con rivelazioni inedite.

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