È
il centro più elevato del Gargano. Si trova ad
843 metri sul livello del mare su uno sperone meridionale
del promontorio che, verso ovest volge lo sguardo al Tavoliere,
e verso est contempla il golfo di Manfredonia. Questo
piccolo paese dell’area garganica è caratterizzato
da case ad ampi archi esterni e strade a larghi gradini.
La porzione più suggestiva dell’abitato è
rappresentata dal quartiere noto col nome di rione Junno.
Qui le case sono addossate le une sulle altre, a schiera,
e sembrano incorniciare tra balconcini bianchi e modeste
ringhiere il passeggio dei visitatori.
Percorrendo il corso principale del paese, si giunge al
complesso monumentale della Basilica Palatina, un tempio
risalente al IV-V secolo, in cui viene custodita la statua
di S. Michele.
Dinanzi alla chiesa si trova un atrio limitato da una
cancellata, mentre a destra s’erge, imponente, il
campanile costruito nel 1274 per volere di Carlo I D’Angiò.
In fondo al piazzale si apre l’accesso al Santuario
di S. Michele Arcangelo. L’esistenza del paesello
è dovuta proprio alla presenza di questo antichissimo
luogo di culto. La consacrazione del complesso religioso,
attorno al X secolo, fece nascere l’esigenza di
ricoveri per dare un tetto ai pellegrini che vi si recavano
in preghiera. Così sorsero dapprima le cosiddette
"mansioni", che con l’andar del tempo
furono trasformate in vere e proprie abitazioni. Oggi
a Monte Sant’Angelo vivono circa 16.500 persone.
Oltre al suo imponente complesso religioso, il paese custodisce
un interessante museo dedicato alle Arti e Tradizioni
Popolari del Gargano. Il museo è situato nel trecentesco
convento francescano costruito su ordine della regina
Giovanna I D’Angiò. All’interno è
possibile osservare il materiale raccolto da Giovanni
Tancredi, etnologo e filologo che ha dedicato la sua vita
di studi alla conoscenza della storia e delle tradizioni
garganiche.
A nord-ovest dell’abitato, con la montagna alta
e brulla a fare da sfondo, si possono scorgere i resti
del Castello. Un luogo ricco di storie e leggende, dall’aria
decadente e suggestiva.
Monte Sant’Angelo, dunque, è una meta da
non lasciarsi sfuggire. Quando il sole risplende e la
primavera risveglia la natura circostante, questa gemma
antica diventa un prezioso punto d’osservazione
per rimirare la magnificenza dell’intera area del
promontorio più famoso d’Italia.