Volendo
trascorrere qualche fine settimana alla scoperta delle
bellezze e dei tesori artistico - archeologici custoditi
dalla Puglia, non si può cominciare, in modo migliore,
che partendo da Canosa di Puglia. Questo piccolo paese,
posto all'estremo confine Nord della Terra di Bari, è
fra i più antichi della regione. I primi insediamenti
umani nell'area territoriale canosina risalgono, infatti,
al neolitico. Nell'antichità la sua storia si legò
intimamente a quella di Roma, alla quale rimase assoggettata
dal 318 a.C. In età augustea, Canosa rivestì
il ruolo di municipio, che però, perse sotto Antonino
Pio, il quale la declassò a semplice colonia. Attorno
alla metà del VI secolo d.C. la città aveva
ormai perso la propria struttura romana. Questi furono
gli anni del vescovado di S. Sabino, durante i quali Canosa
assunse una morfologia policentrica grazie alla costruzione
di diverse basiliche cristiane. Inoltre, l'agglomerato
urbano si spostò verso il pendio nord-est del colle
del Castello, assumendo l'assetto topografico che poi
avrebbe mantenuto durante il medioevo. Alla fine del IX
secolo d.C. Canosa, come il resto del Thema di Longobardia,
tornò sotto il controllo di Bisanzio ed iniziò
a riaffermarsi come centro politico e religioso di rilievo.
Tuttavia il prevalente interesse bizantino per le aree
costiere, fece sì che Canosa venisse presto condannata
ad un ruolo gregario rispetto a Bari. Tuttavia, la definitiva
scomparsa di Canosa come centro di rilievo politico e
cultuale si ebbe con la fine della dominazione normanno-sveva.
La visita della città può partire dalla
centrale piazza Vittorio Veneto, dove si trova la Cattedrale
dedicata ai Ss. Giovanni e Paolo, caratterizzata da un
impianto a croce latina sormontata da cinque cupole. Al
suo interno è possibile ammirare le belle colonne
verdi di marmo cipollino, il pulpito, sempre di marmo,
realizzato dall'arcidiacono Acceptus e lo splendido trono
vescovile marmoreo, sorretto da due elefanti, che fu scolpito
da Romoaldo per l'arcivescovo Ursone fra il 1079 ed il
1089. Molto
suggestiva è, anche, la cripta a tre navate con
colonne e capitelli antichi, realizzati con materiale
di spoglio. Nel cortile della Cattedrale troviamo il mausoleo
di Boemondo. Si tratta di una costruzione a pianta quadrata
sormontata da una cupoletta e chiusa da una splendida
porta bronzea, realizzata da Ruggero da Melfi. Terminata
la visita, si può fare una passeggiata per il parco
retrostante la Cattedrale. Si tratta di un vero e proprio
lapidario, disseminato di cippi, basi di colonne, capitelli
e statue mutile. Terza "tappa obbligata" d'una
visita a Canosa è sicuramente il Battistero di
S. Giovanni, restaurato attorno alla metà degli
anni '80. Questo è sicuramente l'edificio, d'epoca
paleocristiana, più bello di Canosa. Fu realizzato
durante il vescovado di S. Sabino. Presenta forma decagonale
con assi formati dai bracci di una croce greca. All'interno
troviamo due colonnati concentrici che attorniano la vasca
battesimale. Originariamente, il Battistero faceva parte
di un complesso integrato da una chiesa (dedicata al S.
Salvatore). I due edifici erano collegati da un atrio
a forcipe caratterizzato ed abbellito da bei mosaici pavimentali.
Di grande interesse archeologico è l'esposizione
del Museo civico: qui troviamo una ricca collezione di
iscrizioni, ritratti marmorei, sculture e bassorilievi,
lapidi, frammenti
di sarcofagi, monete, piccoli bronzi, esempi di ceramica
canosina provenienti da corredi funerari ed infine vetri,
ceramiche, e gioielli medievali. Il secondo giorno di
visita a Canosa, può cominciare con una passeggiata
per la via Sabina, caratteristica in quanto tutta adornata
da rocchi di colonne e frammenti di sculture antiche.
Questo percorso conduce alla fabbrica del Castello. Su
quest'area, pare sorgesse la Canosa romana. Particolarmente
suggestivo è il lato occidentale, dove sono presenti
le mura e le torri in miglior stato di conservazione.
Ripercorrendo a ritroso la via Sabina si giunge a piazza
Umberto I. Qui, come attestato dalla colonna che sorregge
un leoncino-emblema, doveva trovarsi una delle porte d'ingresso
alla città medioevale. Nella, non molto distante,
via Diaz è consigliabile fermarsi a visitare l'ipogeo
Lagrasta, al quale si viene introdotti da un bell'atrio
in cui si trovano frammenti di sculture ed un bellissimo
mosaico pavimentale. A questo punto, la visita prosegue
presso l'area archeologica del Tempio di Giove "Toro",
dove spiccano per bellezza il podio del Tempio e le taberne
sottostanti al porticato. Nelle vicinanze è possibile
ammirare i resti di una domus d'età tiberiana che
conserva i suoi mosaici pavimentali e le pareti affrescate.
Un po' fuori Canosa troviamo
la basilica di S. Leucio, costruita durante il vescovado
di S.Sabino, sui resti di un preesistente tempio italico.
Anche qui, l'area circostante è ricca di resti
archeologici. L'ultima tappa della visita può esser
fatta, lasciando Canosa, nel tratto di strada (raggiungibile
percorrendo la ss. 98) compreso tra il ponte romano sull'Ofanto,
da ammirare per il suo splendido stato di conservazione,
e le mura della città. Racchiusi in questo tratto
di strada troviamo l'arco di Traiano ed i sepolcreti romani.
Lasciando Canosa, resta il ricordo di un luogo ricco di
storia e di preziose testimonianze del passato, che finalmente
ha iniziato ad acquisire piena coscienza di sé
ed a tutelare in modo adeguato le proprie, immense, risorse.