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Condizionatori,
ventilatori, bibite ghiacciate, gavettoni e quant'altro
costituiscono rimedi inutili contro l'opprimente afa
estiva. La soluzione (per chi può) è sempre
quella di fuggire dalle città in cerca di refrigerio
e sollievo, in montagna o, molto meglio, al mare.
Crogiolarsi al sole accarezzati da una leggera e dolce
brezza marina, rinfrescarsi piacevolmente tuffandosi
in acque limpide e cristalline, cullati da un silenzio
quasi irreale...
Sogno? Paradiso terrestre? Oppure i soliti Caraibi e
le Maldive? Nulla di tutto questo.
Semplicemente: Salento!
La Penisola Salentina, punta del famoso "tacco"
dello stivale d'Italia, propone chilometri di coste
pressoché incontaminate, dove la macchia mediterranea
cresce indisturbata ai margini delle strade e sul lungomare,
e dove il mare si presenta trasparente nelle sue più
svariate gradazioni cromatiche: insomma, un panorama
mozzafiato.
Un itinerario turistico estivo interessante, e che unisce
al relax di una vacanza al mare, anche la possibilità
di "escursioni culturali" nella storia della
zona, riguarda la costa ionica del Salento: partendo
da Gallipoli, la perla dello Ionio, e procedendo verso
sud, attraversando le innumerevoli Marine locali, più
o meno note, si arriva alla conosciuta località
di Torre San Giovanni, nel territorio comunale di Ugento.
L'origine
greca del nome Gallipoli non è smentita dalla
realtà: città bella, questo il significato,
lo è davvero. Il nucleo antico sorge su una piccola
isola calcarea, collegata al resto della città
da un ponte su cui si affaccia il porto, dove ancora
ferve laboriosa l'attività dei pescatori; il
castello del Rivellino, che domina l'ingresso alla città
vecchia, sembra vegliare sulle imbarcazioni. Lo scorcio
è davvero incantevole, tanto è l'impatto
visivo; oltrepassato il ponte, però, l'ultimo
simbolo delle antiche civiltà è la Fontana
greco-romana perché, quasi a contrastare la maestosità
del castello, troviamo il "Grattacielo", altissimo,
quanto antiestetico, edificio, simbolo di un progresso
inevitabile.
Gallipoli, fondata (pare) dagli spartani, e la cui storia
ha attraversato le dominazioni sveve, angioine e aragonesi
(che ne fecero un importantissimo centro commerciale)
è oggi uno dei centri più fiorenti del
Salento ma, ciononostante, la sua antica bellezza ha
oltrepassato quasi indenne lo scorrere del tempo, proponendoci
ancora oggi scenari letteralmente "da cartolina".
A farla da padrone è, comunque, nonostante la
ricchezza storica della città, il mare.
Scendendo
verso sud con la litoranea si incontrano piccole baie,
insenature e calette che richiederebbero continue soste
per essere immortalate su pellicola, tanta è
la loro bellezza: grazie ad un mare estremamente pulito,
e a fondali per lo più rocciosi, lo spettacolo
cromatico dell'acqua è assolutamente d'effetto.
Si può sostare, ad esempio, a Torre Suda, situata
nella marina di Racale: come accade per molte altre
cittadine della costa, il nome deriva dalla presenza
di una torre di guardia, eretta nel XV secolo, per avvistare
le imbarcazioni saracene che all'epoca razziavano tutta
la penisola salentina. Oggi la torre, completamente
ristrutturata, è adibita a manifestazioni culturali
e folcloristiche per animare le vacanze dei numerosi
visitatori estivi della cittadina che, nel periodo invernale,
risulta invece essere quasi disabitata.
Il litorale è roccioso: le scogliere non sono
comunque impervie e consentono ottimi bagni, con la
possibilità di osservare con attrezzature semplici
come maschera e boccaglio, e a pochi metri da riva,
la ricca fauna marittima: pesciolini multicolore, granchi
e ricci, presenti in notevole quantità.
La macchia mediterranea, fra cui il ginepro e i tipici
pini, si spinge fino al mare lasciando ai turisti l'impressione
di una natura ancora selvaggia e, senz'altro, incontaminata.
Per
trovare lidi sabbiosi è necessario scendere ancora
più a sud, fino a Torre San Giovanni, anch'essa
baluardo costiero eretto a difesa dalle invasioni saracene.
Camminando per poche decine di metri attraverso "dune
sabbiose" intervallate da arbusti, cespugli e fichi
d'india che sfidano la mancanza d'acqua e il sole rovente
creando un paesaggio primitivo, si raggiunge la spiaggia
dove, quando il mare è calmo, e il sole splende,
risulta impossibile non cedere a esclamazioni spontanee
di meraviglia di fronte al bellissimo spettacolo offertoci
dalla natura. Sabbia quasi bianca, cielo terso, e, soprattutto,
mare trasparente che
partendo da un azzurro splendente, sfuma in strisce
rosa nelle zone di secca, per poi diventare verde brillante,
a tratti turchese profondo, e infine, man mano che ci
si allontana dalla costa, sempre più blu. Uno
scorcio comunque indescrivibile a parole, e forte è
l'impressione di trovarsi veramente in una solitaria
isola tropicale, tanta è la bellezza dei luoghi.
Inoltre, bisogna sottolineare come la tipica invasione,
seppure pacifica, dei bagnanti estivi sia ancora a livelli
contenuti: gli scogli e le spiagge sono discretamente
affollate solamente nei weekend.
Testo: Raffaele Dambra |