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70
milioni di anni fa, in pieno Cretacico, dal punto di
vista metereologico la Puglia presentava un clima diverso
da quello attuale: c'era infatti un caldo tropicale,
simile a quello dei paesi equatoriali odierni, e il
territorio presentava lunghe piane fangose. Su alcune
di queste piane si spostavano, con un'agilità
sorprendente in relazione alla loro mole, centinaia
e centinaia di dinosauri, i temibili quanto affascinanti
rettili preistorici che Steven Spielberg ha restituito
all'interesse generale una decina d'anni orsono, realizzando
il kolossal cinematografico "Jurassic Park".
La
scoperta fatta ad Altamura, un popoloso centro della
Murgia barese, e precisamente in una cava abbandonata
in località Pontrelli nel giugno del 1999, è
stata a dir poco sensazionale: circa 4.000 impronte
ben conservate di oltre cento esemplari di dinosauri,
appartenenti ad almeno cinque diverse specie. Sauropodi
(i "classici" dinosauri, quelli dal collo
lungo), Ceratopsidi (quelli dai tanti corni sul dorso),
Iguanodontidi ed Anchilosauri: innocui bestioni erbivori;
ma anche alcuni carnivori (Teropodi, la famiglia dei
terribili Tirannosauri). Dinosauri grandi e piccoli,
bipedi e quadrupedi.
Il ritrovamento delle orme è stato, come accade
la maggior parte delle volte, casuale: i primi ad accorgersi
di tutto sono stati due studiosi dell'Università
di Ancona, il professor Massimo Sarti e il dottor Michele
Claps che si trovavano in quella zona impegnati in una
ricerca correlata agli idrocarburi. In seguito è
intervenuto il prof. Umberto Nicosia, direttore del
Museo di Paleontologia dell'Università La Sapienza
di Roma, che ha senza esitazioni affermato di trovarsi
di fronte al più grande giacimento del mondo.
Le
orme si sono conservate grazie al gran caldo dell'epoca
che ha fatto in modo che si seccassero al sole prima
di essere coperte da altro strati di calcare. In molte
di esse sono visibili sia il fango sollevatosi quando
il dinosauro appoggiava la zampa sul terreno, che l'articolazione
di quest'ultima e le pieghe della pelle. Dalle impronte,
inoltre, è stato possibile reperire informazioni
sull'apparato motorio scheletrico, la postura, l'andatura,
il comportamento, la velocità e le preferenze
ambientali degli animali.
È opportuno dire come tracce fossili del genere
se ne possono trovare in ogni parte del mondo, ma alcuni
fattori rendono quelle trovate ad Altamura uniche nel
loro genere: innanzitutto l'eccellente qualità
dello stato di conservazione, ed a seguire il numero
elevato e le diverse specie accertate.
Grazie
a questa scoperta è stato possibile anche risolvere
alcuni dubbi riguardo l'aspetto paleogeografico della
Puglia di 70 milioni di anni fa: fino alla scoperta
di Altamura, si era sempre pensato alla nostra regione
come ad unampia area sommersa puntellata da sporadiche
e ridotte zone emerse. Ma un luogo del genere sarebbe
risultato assai inadatto ad ospitare interi branchi
di dinosauri che, per vivere e riprodursi, avevano bisogno
di unarea stabilmente emersa che poteva fornire
loro il vitale sostentamento.Alla luce di queste scoperte
la preistoria della Puglia e dell'intero Mediterraneo
"rischia" di essere riscritta completamente:basti
pensare che fino al 1993 (anno della scoperta del Celurosauro
di Pietraroia) non era neanche certa la presenza dei
dinosauri in Italia; adesso non solo sappiamo che la
penisola "pullulava" di Brontosauri &
Co. ma scopriamo anche che la Puglia non era un'insieme
di piccole isolette ma una grande distesa pianeggiante,
forse addirittura confinante con la Dalmazia. I lavori
non sono ancora terminati (l'area interessata è
assai vasta,circa 12.000 mq) e quindi promettono addirittura
ulteriori "rivelazioni".
La cava è adesso diventata un vero e proprio
museo a cielo aperto: è possibile visitarla previa
prenotazione con l'ArcheoClub locale e il Museo di Altamura.
Tutti hanno ritenuto opportuno denominarla in un unico
modo, forse suggestivo ma probabilmente per nulla inopportuno:
la "Valle Incantata".
Testo: Raffaele Dambra
Archeoclub d'Italia - Sede di Altamura
P.zza Marconi, 9-10 - 70022 Altamura (BA)
Museo Archeologico Statale di Altamura
Via Santeramo, 88 - 70022 ALTAMURA
Tel/fax 080.3146409
email: museo.altamura@altanet.it
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