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L'itinerario
consta di due parti, la prima, sale e attraversa i boschi
di pino d'aleppo tipici della fascia costiera garganica,
la seconda ridiscende verso la costa per un sentiero
che si inoltra fra uliveti misti a pascolo. Sui sentieri
del Gargano si possono fare chilometri senza incontrare
alcuna traccia dell'attività umana: valli completamente
coperte da un manto così fitto da sembrare impenetrabile,
crepacci impervi colonizzati dalla macchia coriacea
e spinosa, sorvegliati dai rapaci e dai corvi. Solo
le scie dei motoscafi sulla quinta del mare e qualche
torre costiera, intravisti con difficoltà fra
i rami, annunciano la presenza umana, ma basta ritornare
a guardare le alture interne per immaginare di essere
nella "wilderness" di uno dei grandi parchi
americani. Indubbiamente è emozionante sentirsi
immersi in ambienti incontaminati, eppure anche le zone
che recano tracce evidenti dell'attività umana,
in questi luoghi, hanno un fascino incredibile. Ritorna
il paesaggio della pietra tanto caro alla cultura rurale
pugliese, chilometri di muretti a secco a creare una
ragnatela
dal significato insondabile. In fondo al sentiero la
costa mostra, nascoste fra i rami di pino, le sue torri
anticorsare. Padrone indiscusso di questi ambienti è
l'ulivo, l'unico che resiste, insieme alla onnipresente
macchia, al morso del bestiame, libero di pascolare
sotto l'esclusivo controllo di piccoli cani agguerriti.
Se c'è una capra c'è anche un cane che
controlla, non visto i suoi movimenti, sente tutta la
responsabilità del suo lavoro e lo svolge con
determinata ostinazione: sembra amarlo. Si muove disinvolto
in un paesaggio inventato dall'uomo, ma è difficile
incontrare un umano in questi luoghi. Forse sotto un
ulivo all'ombra delle foglie d'argento un pastore antico
sta suonando il flauto in onore di Dionisio, ma qui
si sente solo qualche belato e il rumore del vento.
Il percorso
L'itinerario
parte dalla fermata dell'autobus delle Ferrovie del
Gargano in prossimità dell'ingresso del camping
Manacore. Di fronte all'entrata del camping c'è
un distributore di benzina, alla sua destra una recinzione,
chiusa da un cancello rudimentale, dà accesso
alla pineta. Il sentiero ha inizio immediatamente alla
sinistra del cancello, si immette nella pineta e comincia
a salire. Dopo qualche minuto di cammino si incontra
un incrocio nel quale convergono diversi sentieri: bisogna
seguire il tracciato più evidente, quello che
gira a destra e continua a salire. Proseguendo si incontra
un cancello chiuso, non potendolo scavalcare, è
preferibile passare sotto la recinzione in filo spinato.
Bisogna
ignorare i sentieri che si incontrano e seguire quello
principale. Per un tratto, sulla destra, si costeggia
un muretto a secco, poi si incontra un cancello rudimentale
e poco dopo una masseria (fare attenzione ai cani).
Usciti dalla masseria si può scegliere se terminare
l'escursione o proseguire. Se si prende a destra si
raggiunge una villetta affacciata su una strada asfaltata
che fa una curva a gomito, prendendo la strada a sinistra
si arriva alla S.S. 89 proprio in prossimità
(al km n. 92) di una fermata delle autolinee delle Ferrovie
del Gargano. Ma la parte più interessante dell'itinerario
è quella che, lasciata la masseria, imbocca il
sentiero a sinistra, scende verso il mare attraversando
campi di ulivi misti a pascolo per poi terminare immettendosi
sulla litoranea Vieste - Peschici. È un sentiero
ben
tracciato e praticamente diritto; non si incontrano
altri tracciati importanti quindi basta seguire quello
principale fino al mare. La fermata dell'autobus delle
Ferrovie del Gargano si trova in località Sfinalicchio,
per raggiungerla basta percorrere la strada asfaltata
per qualche centinaio di metri in direzione Peschici.
Testo e foto: Peppe Allegretta
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