| Il
nostro itinerario comincia all’uscita del Castello
di Barletta, città della Disfida, popolosa, attiva
e ricca città costiera, con ampie e frequentatissime
spiagge sabbiose, una storia ricchissima e un grande
centro storico. Già esistente in età tardo
antica, conobbe il massimo sviluppo a partire dal XII
secolo e mantenne il ruolo di "Caput regionis"
fino al XVII secolo. Non fu mai città feudale,
ma ospitò numerose e ricche famiglie nobili mercantili.
Fu abitata da mercanti di tutt’Italia e fu sede
di tutti gli ordini cavallereschi crociati. Di grandissimo
rilievo sono la Cattedrale (XII secolo), il singolare
edificio del Santo Sepolcro (XI-XIII secolo), segno
dei rapporti con la terra Santa Crociata, la chiesa
di S.Andrea con uno dei più bei portali duecenteschi
di Puglia, il Colosso, statua tardo antica di un imperatore
romano d’oriente, l’antica chiesa di S.Giacomo
(XI secolo), la rinascimentale chiesa di S.Gaetano,
la barocca chiesa del Purgatorio e
il complesso cinquecentesco del monastero di San Domenico.
Grandi viali tardo medievali e rinascimentali attraversano
la città al di fuori del centro storico più
antico, e vi si affacciano numerosi palazzi nobiliari
tra cui spiccano Palazzo Della Marra (XVII secolo) splendido
esempio di barocco leccese esportato in Terra di Bari;
palazzo Gentile (XV secolo) uno dei più alti
esempi di architettura rinascimentale in Puglia, Palazzo
Bonelli (XIII-XV secolo), unico esempio integro di architettura
civile medievale; palazzo De Martino, neoclassico settecentesco;
il teatro ottocentesco anch’esso in stile neoclassico.
A memoria dell’evento che ha reso Barletta famosa
nel mondo si conserva intatto il luogo alla Cantina
della Sfida, l’osteria dove i cavalieri francesi
sfidarono quelli italiani, dai quali furono sonoramente
sconfitti, nel 1503. Per visitare attentamente la città,
il suo porto moderno, il quartiere della marina, le
sue antiche mura e i numerosissimi edifici che è
qui impossibile enumerare, sarebbe necessaria un’intera
giornata e forse più, ma limitandoci ai monumenti
principali e ad una passeggiata potremo proseguire per
il nostro itinerario. Un'interessante deviazione ci
porterebbe a Canne della Battaglia, luogo della celebre
sconfitta romana ad opera di Annibale, ma anche fiorente
città medievale oggi abbandonata. Situata su
una collina che domina la valle dell’Ofanto la
cittadina è stata in gran parte scavata. Lo spettacolo
che si gode è certamente tra i più tipici
di Puglia: colline basse e morbide, verdeggianti di
viti e alberi da frutta. L’area archeologica ospita
anche un modernissimo Antiquarium che raccoglie le testimonianze
archeologiche e artistiche di una terra abitata da millenni.
E qui potremmo pranzare per poi proseguire verso Andria
e Castel
del Monte. Andria è un grosso centro rurale dell’interno,
oggi ricco anche di attività industriali e commerciali,
posto leggermente in altura. Anche Andria, collegata
a Barletta da una veloce e moderna bretella stradale
di pochi chilometri, ha una storia antica e gloriosa.
Fu una delle città predilette da Federico II
di Svevia che vi fece seppellire nella Cattedrale due
sue spose: Isabella d’Inghilterra e Iolanda di
Brienne. Andria possiede uno dei più grandi centri
storici della Puglia, ben curato, intricatissimo di
vicoli e vicoletti. Giungendo da Barletta si raggiunge
la piazza del Municipio, un edificio tardo ottocentesco.
Addentrandoci nel centro storico incontriamo la Cattedrale
fondata nel XII secolo, la bella chiesa gotica di Sant’Agostino,
il chiostro di San Francesco oltre a diverse chiese
rinascimentali e barocche. Tra i palazzi nobiliari,
notevoli per dimensioni e per austera bellezza, spicca
certamente l’imponente palazzo Carafa, feudatari
dal XVI secolo, o il palazzo Ducale, frutto della trasformazione,
avvenuta a partire dal XVI secolo, del castello feudale
della città. Splendidi i portali di gusto classicheggiante,
databili al XVII secolo. Abbandonata la città
di Andria, seguendo le indicazioni per Castel del Monte,
ci addentriamo nel paesaggio rurale della premurgia
barese: una fittissima copertura arborea di olivi, inframmezzati
da mandorli e viti, un mare grigio-verde che copre il
terreno bruno rossastro. Procedendo, però, il
quadro comincia a mutare. Gli alberi si diradano e aumentano
i terreni seminativi o da pascolo. Il panorama si apre
su morbide e brulle colline, su alberi isolati e rocce
calcaree affioranti. Già a grande distanza, alto
su un colle conico, il più elevato della zona,
è visibile il suggestivo maniero federiciano.
Potremmo anche fermarci per gustare le specialità
dei numerosi ristoranti. Giunti in cima, alle pendici
del castello, ci si dispiega lo scenario caratteristico
dell’Alta Murgia. Un territorio poco accessibile,
e spesso ostile, poco adatto all’insediamento
umano, che infatti ha costruito città solo lungo
i suoi margini. Qui domina il silenzio, la
natura indomabile, la luce intensa che muta con le stagioni
e produce atmosfere dal fascino struggente. Dopo la
visita al castello abbandoniamo a malincuore questo
scenario e ci dirigiamo nuovamente verso il mare per
raggiungere Trani. Possiamo scegliere di proseguire
la strada murgiana verso Corato, per gustare ancora
lo splendido paesaggio ed eventualmente visitare il
piccolo ma caratteristico centro storico di questa cittadina
rurale. Trani, come Barletta e Andria, ha una storia
plurimillenaria, che risale con certezza alla tarda
antichità. Rispetto agli altri due centri però
il suo periodo di massimo splendore coincise con l’XI
e XII secolo, secoli in cui fu costruita la sua meravigliosa
Cattedrale. Trani, oggi ricco centro agricolo e terziario,
possiede un centro storico eccezionalmente ben conservato,
che racchiude al suo interno, come in uno scrigno, numerosi
tesori d’arte e di storia. Oltre alla Cattedrale
e al Castello, ricordiamo l’intricato dedalo di
viuzze del ghetto ebraico con due sinagoghe oggi trasformate
in chiese; la chiesa di Ognissanti del XII-XIII secolo,
quelle di San Francesco (XII secolo) e di S.Andrea,
Santa Chiara (XIV-XV secolo) oltre a numerose chiese
rinascimentali e barocche; numerosi e splendidi i palazzi
nobiliari: palazzo Caccetta (XV secolo), Seminario,
Lodispoto, Candido, Petagna, de Angelis, Rogadeo, Carcano,
Beltrani, Palagano e altri ancora. Spettacolare e degno
di luoghi ben più
famosi lo scenario del porticciolo, diviso tra imbarcazioni
da diporto e da pesca. Chiuso a nord dalla mole della
Cattedrale e a sud dal Fortino cinquecenteso, vi si
affaccia il complesso tardo barocco dei Domenicani.
Il centro storico di Trani, la sera è animato
da innumerevoli locali, frequentati dagli abitanti di
tutta la provincia e della Capitanata, e ne approfittiamo
per trascorrere una serata sulle rive del porto cullati
dalla dolce brezza marina. La visita, o se si vuole
l’intensa giornata, non potrà che terminare
con una visita al Monastero Benedettino di S. Maria
di Colonna (XI-XII secolo), decentrato rispetto all’antico
nucleo, situato in posizione alta sul mare su uno sperone
roccioso dal quale in lontananza si potrà osservare
le luci della città che abbiamo appena lasciato.
Testo: Antonio Diviccaro
Foto: Francesco Rubino
|