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Pochi
chilometri a Sud di Barletta, sorge una delle più
grandi aree archeologiche della Puglia: Canne della
Battaglia. È impossibile restare indifferenti
dinanzi alla straordinaria bellezza di questo sito.
Una bellezza che narra di secoli di storia dell'umanità,
attraverso i preziosi reperti conservati. Un paesaggio
che si cala in uno splendido ambiente agreste contornato
da filari di vite ed ulivi. Canne affonda le sue radici
nell'età del bronzo, mentre le vicende che la
videro protagonista si dispiegano attraverso l'epoca
romana fino all'alto medioevo, quando, nel 1083, il
duca normanno Roberto il Guiscardo, dopo aver conquistato
la cittadella fortificata, la rase al suolo e deportò
i suoi abitanti a Barletta. Canne si trova su di un'altura,
estremo lembo delle Murge, che si affaccia sulla piana
dell'Ofanto e del Tavoliere. Proprio alla notevole rilevanza
strategica che caratterizza la sua posizione, Canne
deve le proprie origini. Invece, la sua importanza storica
è legata, principalmente, a battaglie entrate
nel mito. Il vento che soffia sulla maestosa desolazione
dei resti d'epoca romana, riporta il visitatore indietro
nel tempo, sino ai giorni che videro Canne scenario
della sanguinosa battaglia che oppose romani a cartaginesi.
All'alba del 2 agosto 216 a. C. , sulla piana di Campo
di Sangue, il console Caio Terenzio Varrone cadde, assieme
al suo esercito, nella battaglia contro il genio militare
d'Annibale. In epoca romana, Canne aveva le dimensioni
di un vicus, cioè d'un villaggio. I suoi resti
furono, per buona parte, impiegati nella ricostruzione
della cittadella medievale, che è quella maggiormente
visibile oggi. Intraprendendo la salita che conduce
alle mura, è possibile notare un capitello marmoreo
di pregevole fattura, risalente ad epoca romana. Proseguendo,
è possibile ammirare, tra le mura ed il recinto,
resti d'edifici e cisterne che lasciano supporre una
fase d'espansione del vicus romano. Le mura di cinta
delimitano, con massicci blocchi di pietra squadrata,
la spianata su cui è situato il centro medievale.
Pare che Canne fosse dotata di fortificazioni già
in epoca romana e che queste siano state restaurate
e rinforzate, periodicamente, fino ai giorni della dominazione
aragonese. I segni dei vari interventi di ristrutturazione
delle mura restano, ancora oggi, ben visibili. A sinistra
della porta d'ingrasso della cittadella, si trova il
castello con i suoi cortili, le sue sale interne e torri
angolari. Qui sono visibili i resti del mosaico a grandi
tessere policrome che, probabilmente, adornava il pavimento
al primo piano. Entrati nella cittadella, si percorre
il Decumano, strada risalente ad epoca romana, che attraversa
il centro medievale da Est ad Ovest
e da cui si dipartono, in modo rigorosamente ortogonale,
le strade minori. Lungo le vie, si possono riconoscere
le insulae - abitazioni ed alcuni spazi pubblici. I
muri di questi edifici, formati da blocchi di calcare
o arenaria, integrati da conci marmorei o tufacei, appaiono
realizzati con materiale di spoglio. Così come,
materiale di spoglio, sono considerati i frammenti architettonici,
le colonne e le basi onorarie romane (in buona parte
provenienti da Canosa) adoperati come ornamento del
Decumano. Tra le diverse colonne militari presenti nella
cittadella, una riporta un'iscrizione dedicata all'Imperatore
Costantino, mentre un'altra ricorda la costruzione del
tratto di strada Benevento - Brindisi realizzato per
volere dell'Imperatore Traiano nel 109 a. C. Con tutta
probabilità queste colonne provengono dalla Via
Traiana, che passava a pochi chilometri da Canne. Alla
fine del Decumano si trova il complesso religioso -
episcopale, risalente all'anno 1000, formato da due
edifici di culto cristiano, detti "Basilica maior"
e "Basilica minor". Quest'ultima consiste
in un edificio monoabsidato, all'interno del quale si
trovano numerose tombe. La "Basilica maior",
che a dispetto del nome si presenta di modeste dimensioni,
è formata da un'unica navata. I mosaici policromi
che ne abbellivano il pavimento, furono asportati per
consentire l'effettuazione di ulteriori scavi, ma non
sono mai stati rimessi al loro posto. All'interno di
questa Basilica si può osservare un bell'arco
lunato, mentre all'esterno si trova un antico sarcofago,
probabilmente impiegato per custodire le spoglie di
uno degli ultimi vescovi di Canne. Tra la Basilica maggiore
ed il muro di cinta, si trova la suggestiva cripta,
divisa, da due file di colonne di marmo cipollino, in
tre navate; pregevolissimo anche l'elegante capitello
ionico, con croce sul pulvino. Al centro del complesso
religioso doveva, inoltre, trovarsi il sarcofago di
San Ruggiero, nato a Canne fra il 1060-1070 e lì
morto nel 1128, che nel 1276 fu portato a Barletta.
Canne, oggi, si presenta come una grande finestra sul
passato, capace di proiettare il visitatore in tempi
lontani, quando la Puglia, crocevia di popoli e culture,
diventava teatro di lotte e scontri epocali. Il passato
rivive ogni giorno nella bella Canne, che generosa custodisce
le sue testimonianze per arricchire, sempre di più,
la coscienza storica dei suoi visitatori, ed incantarli
coi suoi splendidi paesaggi.
Testo: Nicola Di Molfetta
Foto: Maurizio Antelmi
Il sito archeologico di Canne della Battaglia è
raggiungibile anche con il treno. Sulla tratta Barletta-Spinazzola
(e viceversa) di Trenitalia sono previste, fino al 15
dicembre 2003, 12 fermate quotidiane alla stazione di
Canne. Ecco di seguito i dettagli.
- da Barletta a Canne della Battaglia:
ore 9.11 - 13.15 - 14.38 - 15.25 - 18.07 - 20.15.
- da Canne della Battaglia a Barletta:
ore 9.49 - 11.59 - 13.56 - 16.01 - 18.45 - 22.53.
In ciascuno dei treni sopra indicati è prevista
la possibilità di portarsi al seguito una bicicletta.
In ogni caso il prezzo del biglietto (sola andata) è
di 1,03 euro; la durata del tragitto è di circa
10 minuti.
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