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EMILIO SOLFRIZZI

Emilio Solfrizzi - "Agata e la tempesta Barese, di “BariBari” come doppiamente si dice per rivendicare la territorialità di qualcosa, laureato al D.A.M.S. di Bologna, noto almeno nella sua terra grazie alla coppia comica Toti&Tata, di cui egli era il divertentissimo Toti, attore lanciato a livello nazionale, Emilio Solfrizzi è un grande talento pugliese.
Faccia da prendere a schiaffi mentre interpreta il ruolo del politicante nel film di  Sergio Rubini “La terra”, Uomo da prendere come esempio nei panni di Giovanni Falcone. Ruoli diversi e complementari fanno capo a questo attore, classe 62, che dalle televisioni private è passato alla rete ammiraglia di Mediaset, interpretando il ruolo dell’insegnante in “Sei forte Maestro”. Negli anni delle famose sit-com ha maturato un’esperienza e un’amicizia con Gennaro Nunziante, già sceneggiatore dei film di D’Alatri.
Una serie di lungometraggi per il cinema lo hanno fatto conoscere al pubblico italiano: dal film di Rubini a “Liberate i pesci” di Cristina Comencini, girato anche questo in Puglia; da “Fratelli coltelli” con un’inedita Simona Ventura attrice al drammatico “El Alamein”, in cui tolti i panni del caratterista, ha indossato quelli più intensi e drammatici del soldato.
Prossimamente torna in tv interpretando l’avvocato Guerrieri, nato dalla penna di Gianrico Carofiglio, magistrato e conterraneo dell’attore.
Lo abbiamo raggiunto al telefono per una bella chiacchierata:

Emilio Solfrizzi - "Ela Alamein"Allora Emilio, come porti la tua pugliesità nel mondo dello spettacolo, ora che ti sentiamo solo recitare in dizione?
Bisogna sfatare questa leggenda per cui per essere più divertente, un comico deve usare necessariamente la propria cadenza regionale. Io, per esempio, ho imparato il barese per rendere meglio i personaggi, i quali erano pensati e costruiti. Se consideriamo ai miei, molti di questi parlavano in italiano, qualcuno era marcatamente pugliese. Un nome su tutti: Piero Scamarcio. E’ un vero peccato per un attore avere il dialetto come unica possibilità per veicolare il proprio talento. Adesso non uso idiomi pugliesi, ma io sono pugliese e ho tutte le caratteristiche della Puglia: l’apertura, l’ospitalità, il buongusto culinario, il gustare le belle cose.

Parliamo dei personaggi che hai interpretato al cinema. Quale ti somiglia di più?
Amo interpretare i perdenti, a cui mi sento più vicino. I vincenti, infatti, se ci pensiamo, sono sempre un po’ più problematici. Non c’è un personaggio più somigliante ad Emilio. Ti dirò di più: fatico un sacco a trovare i connotati giusti del personaggio che vado ad interpretare.
Sono felice di passare dal comico al drammatico. In fondo è quello che ho sempre voluto: mi faccio attraversare dalle emozioni che “loro” potrebbero provare. Sono convinto che la recitazione maturi con una costante e profonda ricerca del personaggio.

Emilio Solfrizzi - "La Terra"Quando ti rivediamo in tv e al cinema?
Presto in tv con l’avvocato Guerrieri che abbiamo finito di girare un anno fa e con Love Bugs, al fianco di Giorgia Surina. Cinquanta puntate, una vera fatica, dieci ore al giorno di riprese, è sicuramente un ruolo comico…e ti vorrei vedere per dieci ore a cercar di far ridere. Vi assicuro che è tutto da vedere. Sono stato molto bene sul set.

Sentiamo: sei felice?
Credo che la felicità non venga dall’alto. Devi costruirla giorno per giorno. Quando guardo i miei figli, di 10 anni e un anno e mezzo, quasi mi vergogno di tutta la felicità che provo grazie a loro. Quando il piccolo piange però anche a me scappa la pazienza….

Lieti di aver scoperto un Emilio Solfrizzi uomo, al di là dell’attore professionale e attento che è oggi, al di là di quei personaggi a cui siamo ancora legati, che mettevano il buon umore, dei quali tutti noi pugliesi abbiamo amato Scamarcio. E non parliamo di Riccardo.

Testo: Maria Dibenedetto

 


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