Itineraweb - Puglia informazione turismo
Domenica 05 Settembre 2010 - Ore: 23:20  
Itineraweb

Home > Arte e Cultura > Arte e Cultura > Baroni e Contadini > Narrativa > Il '700

Itineraweb: la Puglia in rete
Narrativa
- Caratteri Generali
- Medioevo
- Dal '300 al '500
- Il '600
- Il '700
- L'800
- Massimo D'Azeglio
- Tommaso Fiore
 IL '700 

Durante il XVIII secolo si assiste alla generale ripresa economico-politica e sociale della Puglia. Grande stimolo è l'instaurazione nel 1734 della nuova monarchia borbonica che riporta al Mezzogiorno la dignità di regno autonomo e consente di intraprendere il cammino delle riforme e dell'ammodernamento dello Stato. L'intera società si evolve e nasce una nuova borghesia della terra e delle professioni, propugnatrice di un "riformismo attivo" finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita e alla partecipazione attiva nell'amministrazione. I nuovi borghesi, che gli studiosi hanno chiamato "civili", denunciano gli abusi della Chiesa e le sue ingerenze nel governo (giurisdizionalismo), e combattono contro i privilegi e le disuguaglianze sociali, inaugurando il discorso col Principe che proseguirà per tutto il secolo. Validissimo esempio ne è l'opera e la vita di Pietro Giannone, così come lo sono i numerosissimi intellettuali pugliesi che per difendere quelle istanze illuministiche hanno perso la vita nella rivoluzione napoletana del 1799.
PIETRO GIANNONE (1676-1748). Nato ad Ischitella (Gargano), è una delle personalità più alte della Puglia moderna, la cui sensibilità può dirsi europea. Trasferitosi a Napoli per esercitare la professione forense, entra in contatto con i gruppi intellettuali più vivaci. Esponente di spicco del pensiero giurisdizionalistico, attira su di sé le ire degli ambienti clericali con la pubblicazione della "Istoria civile del Regno di Napoli"(1723): dopo roventi polemiche viene scomunicato ed è costretto a lasciare Napoli. Dopo Vienna e Ginevra raggiunge gli stati sabaudi, dove nel 1735 viene arrestato e imprigionato. Nella "Vita scritta da lui medesimo"(1740) è lo stesso Giannone a lasciarci testimonianza del suo percorso intellettuale e della sua prigionia. Le opere maggiori sono la già citata "Istoria", espressione della polemica contro gli abusi e le ingerenze della Chiesa nelle prerogative dello Stato, e il "Triregno"(1724-34). Non destinato alla pubblicazione, può considerarsi l'ideale continuazione dell' "Istoria". Giannone propone qui la necessità del ritorno della Chiesa alla sua primitiva missione e purezza. Le 2 opere esemplificano il nuovo spirito civile dell' Europa settecentesca, e pongono il modello dello scrittore di opposizione, libero, lucido, anticipatore e sostenitore dello Stato Moderno. Ma l'opera è stata vittima di deformazioni e ostracismi in quanto Giannone e gli altri scrittori civili combattevano una battaglia per lo stato di diritto ancora da costituire, contro i privilegi e le disuguaglianze senza alleati né tra il popolo né tra le amministrazioni. Nonostante tutto il "giannonismo" è stato il punto di partenza per l'aggregazione politico-amministrativa del ceto dei civili in Puglia e nel Mezzogiorno intero.
Al rinnovamento illuministico, che nel Regno di Napoli ha interessato soprattutto gli ambiti filosofico, giuridico ed economico, la Puglia ha fornito un grande contributo grazie all'opera di intellettuali quali Giuseppe Palmieri, Giovanni Presta, Tommaso e Filippo Maria Briganti.
TOMMASO BRIGANTI di Gallipoli, scrive "Pratica criminale" in cui afferma la necessità della riforma della procedura penale, dell'abolizione della tortura e della pena di morte.
Suo nipote FILIPPO MARIA BRIGANTI scrive opere di argomento economico, in cui difende la proprietà privata e sostiene tesi che saranno approfondite dal Palmieri.
GIOVANNI PRESTA si occupa di problemi agrari e in particolar modo della coltivazione dell'ulivo.
GIUSEPPE PALMIERI(1721-1793), economista, sostiene una riforma dell'economia meridionale fondata sulla soppressione dei privilegi e dei monopoli, e sull'iniziativa illuminata dei proprietari, sorretta da una buona politica fiscale. Tra le sue opere si ricordano "Pensieri economici relativi al Regno di Napoli"(1789) e il trattato "Della ricchezza nazionale"(1792).
Un altro economista è LUCA SAMUELE DE' CAGNAZZI(1764-1852), che ha scritto il "Saggio sulla popolazione del Regno" ed "Elementi di economia politica".
La maggior parte degli intellettuali fin qui citati ha partecipato in prima linea ai moti rivoluzionari napoletani del 1799, spesso pagando con la vita le tesi riformistiche ed illuministiche. Tra loro va menzionato IGNAZIO CIAIA(1764-1799), poeta, eroe e martire del '99, autore di versi di forte tensione morale e civile, politico impegnato nel disegno rivoluzionario e costituzionale della Repubblica Partenopea. Giunto a Napoli da Fasano, frequenta le conversazioni e i circoli patriottici più compromessi, portando al centro dei suoi interessi la politica. Si avvicina alla poesia, che considera il mezzo più elegante di espressione. I critici letterari che lo hanno studiato ne hanno evidenziato la tensione morale e civile che si riallaccia alla tradizione pariniana, pur senza le forme perfette di quella. Anzi, l'asperità e la ruvidezza della scrittura di Ciaia esplicitano la scelta consapevole di un urgente contenuto di impegno morale. Durante la rivoluzione del '99, sospettato di congiura, viene imprigionato in celle tanto basse da non consentire di rimanere in piedi. In quella segregazione la sua ispirazione si fa cupa e disperata, pur mantenendo viva la sua fede negli ideali di giustizia e libertà. Ciaia rappresenta uno degli esempi più nobili di poesia civile che ripudia le eleganze e i modi dell'Accademia neoclassica.
A cavallo tra '700 e '800 si colloca l'opera di FRANCESCO MILIZIA(1725-1798), architetto e teorico dell'architettura che, seguendo le orme di Winckelmann e di Mengs, formula una teoria del bello. Si sviluppa inoltre una letteratura dei viaggi interessata ai problemi di ricognizione socio-economica e a proposte di riforme nel periodo borbonico.
Esempio ne è l'opera di FRANCESCO LONGANO, che si occupa della questione del Tavoliere, rimasto per secoli terra di pascolo, che ora si voleva recuperare a maggiore produttività: "Viaggio in Capitanata"(1790) e "Viaggio in terra di Bari"(1791).
Nel corso del '700 le istituzioni relative all'istruzione aumentano di numero e accanto a quelle ecclesiastiche ne sorgono altre su iniziativa pubblica: i Licei Reali di Bari, Lecce e Lucera. Si diffondono inoltre le logge massoniche che sostituiscono le Accademie e si moltiplicano i teatri municipali.

Testo: Rossella Tresca

Itineraweb
 Ospitalità

Cerca per città:

Cerca per nome:

Cerca per tipologia:


 Un week-end a...
 X  Bitonto
 X  Canosa di Puglia
 X  Castellaneta Marina
 X  Lucera
 X  Manfredonia
 X  Martina Franca
 X  Monte Sant'Angelo
 X  Otranto
 X  Polignano a mare
 
 Trasporti
 X  Aerei
 X  Autobus
 X  Traghetti
 X  Treni
 

 

Itineraweb - Puglia informazione turismo