Venerdì 27 aprile, alle ore 18:30 nella Pinacoteca di Arte Contemporanea, in Viale Madonna delle Grazie 2, a Ruvo di Puglia, presentazione della mostra ‘La voce degli occhi – Scampia: viaggio fotografico nel mondo delle vele’, del fotografo Pino Guerra tratta dal libro ‘La voce degli occhi’, realizzato dello stesso Guerra con lo scrittore Davide Cerullo anch’egli presente all’evento.

Sempre venerdì sera in Pinacoteca verrà inoltre proiettato il docufilm LA CHIMERA, con intervento dei registi Walter de Maio e Alessandro Elia.

La mostra ‘La voce degli occhi – Scampia: viaggio fotografico nel mondo delle vele’ sarà visitabile dal 27 aprile al 09 maggio 2018 tutte le mattine dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e la sera dal martedì alla domenica dalle 18.00 alle 20.00. Ingresso libero.

L’evento è organizzato dall’associazione Cacciatori d’ombra in collaborazione con il Teatro Comunale di Ruvo di Puglia e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune.

La mostra: Con le sue fotografie Pino Guerra ci costringe ad entrare in un mondo che vive al riparo dei nostri sguardi. Siamo alle Vele di Napoli, nel quartiere Scampia. Le Vele di Napoli sono oggi l’emblema di uno dei quartieri più problematici della città. Un degrado urbano architettonico e sociale dal quale nessun abitante sembra essere escluso. Così vivere a Scampia è percepito come una condanna, una colpa, un problema, prima ancora che dagli stessi residenti, da chi ne parla standone fuori. La vita di bambini, donne, uomini si snoda negli spazi esistenti, non in quelli progettati negli anni sessanta. Troppe volte in questi anni, soprattutto da Gomorra in poi, ci si è avvicinati a Scampia sperando di replicare con successo la denuncia-racconto di Saviano: non per cercare davvero di capire questo complicato e difficile territorio, ma per sfruttare questo nuovo immaginario collettivo su Scampia come unica sede della Camorra. C’è un’umanità forte e silenziosa laddove gli ipocriti hanno costruito pregiudizi che separano dalla vita reale, dal cuore delle cose.

Le fotografie di Pino sono drammaticamente belle, intense, forti, eloquenti, eppure essenziali e vere, scarne, prive di sovrapposizioni retoriche e di sottolineature artificiose che cerchino l’effetto.

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