Il culto di San Nicola di Myra è parte integrante di Bari e dei baresi.

Un vincolo antichissimo lega questa città e i suoi abitanti al “Santo venuto dal mare”.

Dal mare arrivarono, infatti, le spoglie mortali del vescovo di Myra, “traslate” in occidente da un gruppo di circa 60 baresi che nell’aprile del 1087 partirono con tre barche alla volta della città turca – caduta nelle mani dei musulmani – per riportare a Bari, l’8 maggio dello stesso anno, le ossa del santo più venerato al mondo, patrono della Russia, celebrato in Olanda, Francia, Germania e Belgio.

La rievocazione di quell’eccezionale impresa, che ebbe importanti ripercussioni sociali, politiche e religiose in Europa e in Oriente, ancora oggi rappresenta un momento di grande partecipazione per i baresi e non solo.

L’8 maggio di ogni anno, dal 1089, si ricostruisce l’evento della traslazione delle ossa di San Nicola con un solenne Corteo Storico a cui partecipano circa 800 figuranti che sfilano per le strade della città vecchia portando in processione l’icona con la sua immagine su una caravella ricostruita per l’occasione per giungere, in fine, alla Basilica.

La rievocazione della traslazione di San Nicola è uno degli avvenimenti più antichi e documentati della storia della cristianità che richiama migliaia di fedeli da ogni parte del mondo.

Nel mese di maggio, per tre giorni dal 7 al 9, la cosiddetta Sagra di maggio – Bari diventa teatro di celebrazioni sacre in onore di San Nicola che si concludono con il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici sul molo di Sant’Antonio, vero spettacolo per gli occhi di grandi e bambini.

Intorno al culto di San Nicola, nel tempo, sono fioriti racconti, miti e leggende che molto hanno contribuito alla sua diffusione nel mondo.

Una delle leggende che piace raccontare ai baresi è quella secondo cui le reliquie giunte a Bari furono depositate laddove i buoi che trainavano il carro della barca decisero di fermarsi; questo luogo altro non era che la chiesa dei benedettini, oggi chiesa di San Michele Arcangelo, che a quel tempo era sotto la guida dell’abate Elia, futuro vescovo di bari.

Fu lo stesso abate, con il sostegno dei cittadini baresi, a promuovere l’edificazione di un tempio per la conservazione delle sante reliquie.

I lavori per la costruzione di quella che sarà la Basilica di San Nicola, ebbero inizio nel 1087 e terminarono nel 1108.

Da allora Bari divenne tappa obbligata per tutti i pellegrini che si recavano in Terra Santa o che da Oriente dovevano raggiungere Roma o Compostela.

Altra data fondamentale per il culto nicolaiano è il 6 dicembre, giorno della sua morte, avvenuta verosimilmente nel 343 nel monastero di Sion.

Anche in questa occasione Bari diventa protagonista di eventi e celebrazioni che richiama pellegrini da ogni parte del mondo cristiano.  L’iconografia classica di San Nicola, patrono dei bambini, di ragazzi e ragazze, scolari, farmacisti, mercanti, naviganti e pescatori, lo ritrae con il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete in ricordo della leggenda secondo la quale il vescovo di Myra donò la dote matrimoniale a tre povere fanciulle salvate così da un tragico destino.

 

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