Martina Franca è una splendida cittadina che, adagiata sulle ultime colline della Murgia meridionale, domina la verde Valle d’Itria punteggiata da bianchi trulli “casedde” e antiche masserie.

Circondata da questo splendido paesaggio, Martina Franca conserva nel suo grembo, un meraviglioso centro storico impreziosito da pregevoli esempi di arte barocca pugliese.

Il centro storico è un fitto dedalo di stradine, viuzze e piazze che offrono sempre scorci nuovi e suggestivi dove l’arte barocca è la protagonista principale insieme alle tipiche case in calce bianca che per i loro tetti a spiovente vengono dette “case a pignon” ossia a punta.

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Si accede al nucleo antico attraverso le porte delle vecchie mura fortificate, appena entrati è un’esplosione di eleganti balconate in ferro battuto, modanature, edicole votive raffiguranti immagini sacre, palazzi signorili e antiche chiese.
Potremmo incominciare il nostro percorso da piazza XX Settembre, oltrepassando l’elegante Porta di Santo Stefano, questa piazza è il salotto cittadino, e un tempo era l’antica piazza Mercato comunemente chiamata “Ù Stradon”.

Giunti nella piazza si può godere dello spettacolo offerto dai prospetti degli eleganti edifici intorno, e poi visitare la bella villa comunale adiacente per approfittare della frescura che ci regala la ricca vegetazione intorno a noi.

Abbandonando piazza XX Settembre, si raggiunge piazza Roma dove si erge maestoso il Palazzo Ducale, che ospita il municipio e il Museo delle Pianelle. L’edificio nasce da una commistione del lavoro dei maestri salentini e maestranze locali; all’interno si trovano numerosi affreschi con scene mitologiche e bibliche.

Palazzo Ancona

Palazzo Ancona

Seguendo Corso Vittorio Emanuele e intercettando via Masaniello possiamo ammirare Palazzo Stabile con un bellissimo portale e finestroni tipici barocchi, la facciata è caratterizzata dalla sovrapposizione di due logge. Il palazzo ospita anche il museo della Basilica di San Martino e in adiacenza all’edificio si trova L’Archivio Storico della Basilica.
Ritornando su Corso Vittorio Emanuele, si percorrono pochi metri e troviamo la Basilica di Sam Martino, simbolo del rococò martinese. L’elemento di spicco della facciata è l’altorilievo che rappresenta San Martino nell’atto di tagliare il mantello per donarne un parte al viandante seminudo. Sotto si trova il portale con il timpano spezzato che regge due figure femminili, altre sculture di San Giuseppe, San Pietro, San Paolo e San Giovanni sono presenti dentro quattro nicchie poste lungo il prospetto; insomma tutta la facciata è l’emblema di un’intera stagione artistica per quanto riguarda sia l’architettura che la scultura martinese.

L’interno della Basilica è a navata unica e anche qui la chiesa è impreziosita da sculture, pitture, marmi policromi, un bellissimo Battistero sormontato da una scultura che rappresenta il battesimo di Gesù, una pala d’altare del settecento, un’acqua santiera in marmi policromi, numerose dipinti murali nell’area del transetto, una grande vetrata che rappresenta l’incontro di San Martino con il povero e altari di grande spessore artistico.

Nella parete adiacente l’ingresso della cappella del Santissimo Sacramento, protetta da una teca si trova la statua lignea della Madonna Pastorella, una scultura riccamente vestita con abiti ricamati in oro. L’interno della cappella è abbellito con stucchi policromi, marmi e un grande dipinto ad olio che rappresenta l’ultima cena.
Appena fuori dalla cappella si trova il Tesoro della Basilica che custodisce numerosi arredi e paramenti sacri e i reliquiari di San Martino e Santa Comasia lavorati in argento cesellato.

L’ultima cappella, andando verso l’uscita, è dedicata al Santissimo Crocifisso e accoglie un altare in pietra e dei dipinti che rappresentano il Calvario di Gesù.

Prima di uscire dalla chiesa soffermatevi sulla lapide che nel 1998 elevò la Chiesa a Basilica per volontà del Beato Papa Giovanni Paolo II.

Dopo una sosta tanto lunga, la cosa da fare è andare alla scoperta del centro storico seguendo il tracciato delle antiche mura di città, è infatti ancora possibile vedere le torri della cinta muraria e le porte di accesso al borgo antico.

Chiesa del carmine

Chiesa del carmine

La Porta di Santa Maria, rivolta verso la Valle d’Itria, contiene un bassorilievo lapideo dello stemma della città che è il più antico stemma cittadino attualmente esistente.

Porta San Pietro è la più semplice dal punto di vista architettonico e per molto tempo è rimasta murata per garantire una migliore difesa della città; poco distante dalla porta si trova la Torre di San Pietro.

La Porta di San Nicola è la più antica di Martina Franca ma sono ancora ben visibili gli anelli lapidei che servivano a contenere i cardini del portone, a pochi metri dalla porta si trova la Torre di San Nicola in un ottimo stato di conservazione
La Porta di Santo Stefano è la più elegante e introduce, con le sue linee, alle eleganti forme barocche della città.

Dopo questa lunga passeggiata si è fatta l’ora dell’happy hour che a Martina Franca si esprime con prodotti locali di grandissima qualità.

La specialità norcina martinese più rappresentativa è sicuramente il Capocollo, presidio Slow Food, che ben si accompagna a friselle, focacce, taralli, caciocavallo e mozzarelle, se preferiamo una pausa dolce possiamo degustare i torroni o la pasticceria secca alle mandorle.

Per accompagnare queste bontà possiamo sicuramente scegliere un buon Martina Franca doc, un bianco secco e delicato al palato, oppure un Primitivo di Manduria doc o docg, in versione dolce liquoroso o secco o ancora un Valle d’Itria Igt. Ottimi vini che racchiudono i profumi intensi e i sapori delicati del meraviglioso territorio della Valle d’Itria.

 

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