Bianche case ordinate lungo vicoli stretti e scalinate, prospetti imbiancati di calce che si affacciano dall’alto di ripide rocce su un panorama mozzafiato, piazzette che si aprono tra le vie e si affacciano sul mare; questa è Vieste, antico borgo medievale adagiato sulla rocciosa punta di San Francesco, ma anche moderna cittadina sul litorale compreso tra punta San Francesco e punta Santa Croce.

In mezzo al mare, all’altezza di punta Santa Croce si trova lo scoglio di Sant’Eufemia con il faro di prima classe.

Lo scoglio di Sant’Eufemia è un elemento paesaggistico che caratterizza fortemente il panorama, il faro rappresenta il simbolo della città ed è un importante punto di segnalazione per la navigazione adriatica, fu costruito dalla Marina Militare nel 1867 e con la sua grande lanterna illumina lo specchio d’acqua antistante la città.

 

faro di santa eufemia

Faro di Santa Eufemia

Altro elemento simbolico di Vieste è il particolarissimo sperone di roccia bianca, alto 26 metri, che caratterizza la lunga spiaggia del Castello più conosciuta come Pizzomunno.

Secondo una leggenda, questo scoglio infisso sulla sabbia altro non è che un giovane pescatore tramutato in pietra dalle sirene gelose dell’amore che il giovane provava per Cristalda.

L’incantesimo si interrompe ogni 100 anni e solo per una notte i due giovani possono tornare ad amarsi.

La spiaggia del Castello occupa un litorale di circa 3 km, è una magnifica distesa di sabbia dorata che si illumina dall’alba al tramonto, più a nord, di fronte allo scoglio di Sant’Eufemia, si stende la spiaggia di San Lorenzo più piccola e tranquilla e dopo punta Santa Croce ha inizio la spiaggia si Scialmarino.

Da più punti della costa e dal paese è possibile vedere i Trabucchi, ingegnosi strumenti da pesca tipici del medio adriatico.

Il trabucco o tarocco o trabocco si compone di esili gambe ancorate nella roccia e una piattaforma dalla quale partono lunghi bracci che sostengono una rete.

 

Trabucco del Gargano

La rete è calata in acqua attraverso un complesso sistema di argani. Oggi i trabucchi sono tutelati dal Parco del Gargano.

Nel punto più alto della città, a 43 m sul livello del mare, si trova il castello federiciano del 1240 che ospita una caserma militare e per questo motivo inaccessibile ai turisti.

Un interessante esempio di architettura romanica è rappresentato dalla cattedrale, costruita nel XI secolo dove , probabilmente, un tempo sorgeva un antico tempio pagano.

La chiesa conserva colonne e capitelli originari e un pregevole bassorilievo in marmo del XVI sec. raffigurante la Deposizione e una Madonna con bambino del 1581.

Punta San Francesco

Punta San Francesco

Nel 1554 il terribile pirata turco Dragut Rais saccheggiò la città e fece decapitare centinaia di abitanti su una pietra che ancora oggi si può vedere.

La pietra è chiamata “Chianca Amara” e si trova a terra all’incrocio di via Cimaglia e via Boncompagni.

Il museo malacologico, sito in pieno centro storico, espone quasi 15.000 tipi di conchiglie diverse provenienti da tutto il mondo, invece fuori città in un terreno paludoso protetto da una folta vegetazione, si trova una necropoli paleocristiana risalente al IV sec.

Il sito è conosciuto con il nome “Necropoli della Salata” e mostra camere funerarie ricavate nelle grotte.

Ma se si preferiscono i ritmi lenti, a Vieste è anche bello solamente camminare per le piccole stradine del centro storico respirando la fresca brezza marina e godendo del meraviglioso paesaggio offerto dai vicoli che si affacciano sul mare

 

Testi e Foto

Marcella Russo

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