La storia della tessitura su telai di tappeti ed arazzi salentini ha come epicentro Casamassella, un paesino di mille abitanti vicinissimo ad Otranto.

Nel castello dei Marchesi De Viti De Marco, la giovane donna Carolina decide di trasformare l’arte del ricamo diffusamente conosciuta in tutto il salento, in un’arte assolutamente esclusiva al fine di poter esportare i prodotti di questa produzione. Sul finire dell’ottocento fonda così a Maglie la scuola del ricamo di Casamassella.

Grazie alle conoscenze che il celebre economista Antonio De Viti De Marco si era fatto a Roma, ed in tutta Italia, la signora Carolina commercializzava i ricami, diffondendo il prestigio della scuola. Dopo qualce anno a Maglie arrivava il lino dall’Irlanda, mentre i ricami si vendevano tanto in America quanto in Russia, un vero mercato mondiale che fu attivo per tutta la durata dell’attività della scuola.

La tradizione famigliare fu continuata dalle due figlie di Donna Carolina, Lucia e Giulia. Lucia si trasferì un Sud Africa, portando la tradizione salentina nelle comunità Boere, mentre Giulia si specializzò nell’uso dei telai che fece montare nelle sale al pian terreno del castello, e poi in una masseria, detta Villa Carmosina destinata alla produzione.

Negli anni 20 il mercato del tabacco era fiorente e le donne preferirono spostare le proprie energie nella coltivazione e nella raccolta del tabacco, obbligando così la scuola a chiudere. La tradizione continuò nel castello e molte donne del paese di Casamassella continuarono a produrre. A questo punto la produzione si sposto da livello internazionale a connotati più locali e dal lino si incominciò a tessere la bambagia e la lana. Si incominciarono a produrre coperte, tappeti ed arazzi.

Per migliorare la produzione furono importate delle pecore che migliorassero la qualità della lana, dal medio oriente arrivarono le pecore karakul. Queste pecore dalla lana nera venivano tosate e filate insieme alle bianchissime pecore locali, creando geometrie di colori bianco e nero di rara eleganza. La riforma fondiaria diede una nuova scossa al sogno iniziale e così il nuovo progresso fece terminare per una seconda volta il sogno della scuola di Casamassella. Tutt’oggi però chi vuole visitare questo paesino potrà facilmente vedere passeggiando per le strade arzille vecchiette tessere tappeti

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